La pelle dell’acqua era tutto, fuorché botulinica, liscia, bonificata, cerettata…
Ancora un colpo di vento, ancora… ed il ramo gentile sfiorò fino a bucare i brividi del mare. Da quel tocco cerchi concentrici rasserenarono colei che si distende di sale, suggerirono un ritmo al moto dei pesci.
Il ramo era nodoso, curvo dalle continue sferzate del tempo, non solo atmosferico. Le radici sue sono state bonificate proprio da ogni tempo senza parlare, senza nemmeno respirare profondo per non disturbare.
Quel ramo venne spezzato, un giorno, sai? Due fari nella notte, che in realtà erano quattro …ed il tocco delle mani nodose di mio padre smise di bucarmi la pelle a solletico.
La verità è dentro il cipiglio della rabbia che mettiamo quando le cose non vanno. La giustizia è in quel lampo negli occhi. Il nostro silenzio è il tocco gentile delle mani che lavorano. Quel tocco sarà sentito solo da orecchie buone ed il fuoco negli occhi sarà garanzia che ancora abbiamo un nome che stride alle orecchie della massa.
b.l.
– La rovina del vento che increspa!
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