*immagina

Si, immagino, mentre scendi a lavare e scoprire, a togliere il velo che mi riveste.
Cantastorie con gli occhi e le poche parole, apro la finestra tirando le tende.
Immagino e ti bevo, immagino che scendi nella gola e ti fondi nelle vene. Giù il velo ed è giorno, primi minuti dai capelli arruffati, mentre ancora scendi ed il chiarore scopre ancora di più. 
Le dita sottili, dalla finestra sfiorano a raggi e di giugno indorano una pagina già scritta, come gomma pronta a cancellare, invito a riscrivere di liquido rosso un sapere che non è ancora detto
…e la pagina cambierà, prima di domani.
Perché non si cambia da soli ma, al pensiero, si è già con la penna in mano.

b.l.

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