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La nota dell’albero, quella che ho visto crescere, ombra dopo ombra nelle notti d’estate, quella che poi rubavo di giorno, durante le pulizie di inizio stagione, dall’ultimo gradino della forbice di ferro. Il vento marino faceva danzare di MI, attraverso le fronde sempre verdi, aghi e frutti che davano ricchezza alla pasta con le sarde.
Una bimba sognava una macchina fotografica ed un’auto per catturare il mondo fino ad allora sconosciuto. -mi-
b.l.
(ricordi di bambina)
Siciliana, non può essere che così. Ho provato a commentare seguendo solo l’intuito ma l’ulivo solitario in quel terreno e la pasta con le sarde…siciliana. E così è.
La nota MI, terza della scala ascendente perchè? Ho la sensazione che il vero post sia nella foto, bvado a leggere gli altri. Salutiamo.
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Siciliana, si. Nostalgica, in quella foto che però non è della mia terra. I passi non sono mai troppo lontani da ieri né troppo vicini a domani.
Buona giornata
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Grazie per il commento. Ci hai preso molto, quell’immagine è significativa, è un attimo d’illusione.
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credo sia bellissimo vivere dentro una grande torta
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La grande torta ho dovuto farla diventare la mia casa; ora mai me ne andrei…
Anche la grande torta è una metafora. Tortona!
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🙂
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