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Il cielo lavato, ancora cupo
minacciava i bambini
nel buio sotto le coperte
.
io ero rapita dalla danza di fiammella
che nel guadagno del tavolo regalava ombre
in cucina
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– Papà, perché
l’olio perde il suo colore? –
e nell’amore dei suoi occhi rispondeva
.
– Gioia mia
quand’era giovane sapeva
d’essere stato oliva –
.
…come lui
aveva i capelli grigi
ora
b.l.
A mio padre ed ai suoi splendidi insegnamenti.
Poesia apparentemente semplice, addirittura scarna, tanto più fa centro nel cuore di chi, da oliva, sta diventando olio d’oro.
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L’oro giovane che non poté divenire vecchio, mio padre… rubato da un incidente stradale: mi ha regalato un sapere di terza elementare e di guerra, un saper fare da conto che gli permise di crescere noi tutti senza perdere e sempre donando. Questo è il ricordo di una bambina che non aveva paura del temporale e che rimaneva con gioia a fare domande al suo papà mentre la fiamma della candela regalava sogni svegli…
Grazie per essere passata a leggere ed a commentare, Mimma. Attingo molto dai tuoi scritti come col mestolo si attinge acqua fresca dal pozzo in piena estate. Il tuo “apparentemente” è un regalo grande.
Sto provando a cimentarmi negli “endecasillabi”, se ci si lascia andare, non sembra troppo difficile… spero ne venga qualcosa di accettabile… altrimenti verrà provata ancora l’accoglienza del mio cestino!
Un caro abbraccio.
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